Nobel all’UE: Nella Città Eterna le Radici dell’Europa ma l’Italia Preoccupa l’Ue

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December 13, 2012 by Italians in Chicago

EUflagdi Federica Gramegna –

Se nel video celebrativo realizzato per il Nobel, l’Europa non aveva reso onore all’Italia −dimenticandosi di citare statisti come De Gasperi e Spinelli, tra i principali fondatori del sogno europeo− nel giorno della consegna del prestigioso premio, i principali leader del Vecchio Continente hanno dovuto necessariamente prestare attenzione al nostro Paese, rendendolo quasi protagonista della storica giornata. Suo malgrado, tuttavia. Perché, prima e durante la cerimonia ad Oslo, l’Ue non ha potuto fare a meno di commentare la ridiscesa in campo di Silvio Berlusconi e le future conseguenze di questa scelta, non solo per l’Italia, ma anche per l’Europa.

Politica italiana sotto attacco- Le parole più dure sono state quelle del presidente dell’Europarlamento, il socialista tedesco Martin Shulz, che, alla vigilia della consegna del Nobel per la pace all’Ue, ha definito il ritorno del Cavaliere una minaccia per l’Italia e l’Europa, essendo Berlusconi il «contrario della stabilità». Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, invece, ha preferito non sbilanciarsi, ribadendo “soltanto” che “le prossime elezioni italiane non devono diventare un pretesto per mettere in dubbio l’indispensabilità del risanamento di bilancio e delle riforme.” Meno tenero il ministro delle Finanze spagnolo, Luis De Guindos, il quale teme un contagio per la Spagna. Parole di stima e di riconoscimento, invece, dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, per il premier Mario Monti. La Germania ha ribadito la necessità, per l’Italia, di continuare a stare al passo con le riforme.

Ma nonostante il colpo di scena tutto all’italiana, che ha spiazzato l’Europa, the show must go on. Soprattutto quello di ieri, che non era certo uno show qualsiasi.

La cerimonia- Così, nel grande salone del municipio di Oslo, alla presenza dei reali di Norvegia e di molti capi di Stato e di Governo della Ue, il contestato presidente del Comitato norvegese per il Nobel, Thorbjoern Jagland, ha consegnato il celeberrimo premio ai tre rappresentanti dell’Europa: il presidente dell’Eurocamera, Shulz, quello del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy e il capo dell’Esecutivo di Bruxelles, Barroso. La motivazione è che l’Europa ha promosso la pace e il rispetto per i diritti umani, dopo la seconda guerra mondiale, ponendo fine ai conflitti nell’intero continente.

Tanti i presenti illustri, ma gli assenti non erano da meno. Tra questi, l’euroscettico primo ministro inglese, David Cameron, che ha preferito rimanere a Londra inviando ad Oslo il suo vice, Nick Clegg. A snobbare la cerimonia anche i premier di Repubblica ceca e Svezia e il presidente di turno dell’Ue, il cipriota Demetris Christofias. Presente, invece, il premier croato Zoran Milanovic che ieri era un po’ l’ambasciatore del progetto di allargamento europeo, visto che la Croazia è prossima ad entrare nella Ue, il primo luglio di quest’anno, alzando così la quota dei Paesi membri a 28.

Ricordare per costruire ancora- Durante la consegna del premio, Van Rompuy ha ricordato che le radici dell’Europa si trovano nella città eterna, dove «i leader di sei paesi si riunirono per cominciare un nuovo futuro». Barroso, invece, quasi commosso sul finale, ha lanciato un appello ad intervenire in Siria dove il conflitto in atto è «una macchia sulla coscienza del mondo».
A ricordare, tra gli altri, ‘importanza del progetto europeo, specialmente oggi, in tempi di crisi, à stato lo stesso Jagland, mentre il premier italiano Mario Monti ha ricordato che, nonostante sembri impossibile che in Europa possa scoppiare un’altra guerra, “è meglio essere prudenti e non dare per scontato che qualcosa sia acquisito per sempre.”

Perole che devono far riflettere. Soprattutto ora che l’Europa si sta avviando verso un futuro nuovo, diverso da quello attuale, in primis attarverso la costruzione di un vero governo economico dell’Unione che possa far fronte, in futuro, a crisi finanziarie come quella che oggi sta colpendo gran parte dei suoi Stati membri.

Nel frattempo, un incoraggiamento all’Europa viene anche dall’America che questa sera illuminerà il suo più celebre grattacielo, l’Empire State Building, con i colori della bandiera europea, il giallo che raffigura le dodici stelle dorate disposte in cerchio, e il blu dello sfondo che rappresenta il cielo.

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